Interviste

Rita Zangariello parla del suo nuovo album “A mente scalza” in uscita oggi 9 ottobre

RITA ZINGARIELLO
DAL 9 OTTOBRE 2026 IL NUOVO ALBUM
“A MENTE SCALZA”

ANTICIPATO DAL SINGOLO

“LE BALENE DI NOTTE”

IN RADIO DAL 2 OTTOBRE

Dal 9 ottobre 2026 sarà disponibile in vinile e sulle piattaforme digitali di streaming “A mente scalza”, il nuovo album di Rita Zingariello per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy. Il progetto sarà anticipato dal singolo “Le balene di notte”disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in radio dal 2 ottobre.

“Le balene di notte” è la traccia che apre il disco con una riflessione sul tempo che scorre e sulla consapevolezza di abitarlo. Rita Zingariello volge lo sguardo a ciò che non è stato possibile cambiare e a quanto avrebbe potuto fare diversamente: i pensieri prendono così la forma di “balene”, presenze enormi e silenziose che incarnano tutto ciò che non si può trattenere né governare.

Commenta l’artista sul nuovo singolo: “In questa canzone racconto il tempo che passa e il modo in cui ho imparato ad abitarlo. A poco più di quarant’anni guardo indietro facendo i conti con ciò che non ho potuto cambiare e con il dubbio di quello che, forse, avrei potuto fare meglio. I miei pensieri, enormi e silenziosi, mi attraversano come balene impossibili da trattenere, ricordandomi che non tutto può essere governato. Ho chiesto al coro in fase di registrazione di cantare un potente ‘bo bo bo bo bo’ in diversi momenti della canzone per riuscire ad esprimere il rumore dei pensieri ingombranti che hanno dato vita al testo.”

Il videoclip de “Le balene di notte”, girato interamente in green screen con l’estetica di un teatrino di carta artigianale, vede Rita navigare in un mare di carta a bordo di una grande barca origami. Lungo il percorso, che attraversa le diverse fasi del giorno dall’alba alla notte, sulla barca compaiono gradualmente diverse figure antropomorfe stilizzate (un lupo, una scimmia, un fenicottero, un orso e un cervo), mentre brevi inserti mostrano dettagli di mani intente a piegare barchette colorate. Nel finale, la barca tocca la riva: la finzione della scenografia si interrompe e Rita scende dall’imbarcazione per entrare in un ambiente reale.

Il teatrino di carta è il micro-mondo mentale che Rita ha costruito per dare forma e ordine ai propri pensieri più grandi e silenziosi: le “balene” impossibili da trattenere. Il contrasto tra i colori vivaci della scenografia e l’atteggiamento intimo e malinconico dei personaggi racconta il modo in cui impariamo ad abitare il tempo e ad accettare i dubbi o ciò che non si è potuto cambiare. Il passaggio conclusivo dalla barca di carta al mondo reale simboleggia la fine di questa elaborazione interiore: Rita è pronta a uscire dal proprio mondo e ad accogliere il cambiamento.

Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=lILsnb51pS0 

“A mente scalza” è un album che attraversa il tempo, le relazioni, le fragilità, la fiducia, il desiderio e il cambiamento. Le otto tracce compongono un racconto intimo nel quale la cantautrice osserva ciò che accade quando si lasciano cadere le difese e si accetta di stare dentro alle domande, senza cercare necessariamente risposte definitive.

Il disco alterna dimensione acustica, scrittura d’autore e sensibilità jazz, con la partecipazione di Ferruccio Spinetti, Ernesto Marciante, Fabrizio Bosso, dei Flowing Chords di Margherita Flore e di Valter Sivilotti.

La produzione artistica ed esecutiva è firmata dalla stessa Rita Zingariello, che ha curato gli arrangiamenti insieme a Vincenzo Cristallo, affiancati da Margherita Flore per le partiture vocali dei Flowing Chords e da Valter Sivilotti per la sezione archi del brano Scivola. Il lavoro in studio ha preso forma principalmente presso il Suonimpressi Studio, con sessioni dedicate per i contributi solisti: la tromba di Fabrizio Bosso è stata incisa al Mast Recording Studio, mentre il contrabbasso di Ferruccio Spinetti è stato registrato al Virus Recording Studio. L’intero progetto è stato poi affidato alle cure di Paolo De Stefani per missaggio e mastering al Mid & Side Studio.

TRACK-LIST

Le balene di notte

Fidarsi (feat. Ferruccio Spinetti)

Il giorno della festa

Malaluna

Di silenzi (feat. Ernesto Marciante)

Inciampa pure

A mente scalza

Scivola (feat. Fabrizio Bosso)

Spiega l’artista a proposito del progetto: “A MENTE SCALZA nasce dal bisogno di guardare quello che ho vissuto senza più cercare di addomesticarlo. In queste canzoni ci sono il tempo che passa, la paura, la fiducia, l’amore, le cadute e la necessità di lasciare andare. È un disco nel quale provo a togliere il rumore e le risposte già pronte, per tornare alle domande che contano. Scrivere queste canzoni significa per me accettare che non tutto si può controllare e che, a volte, proprio quando si inciampa o si lascia andare qualcosa, si apre la possibilità di ricominciare.” 

Biografia

Rita Zingariello è una cantautrice pugliese, originaria di Gravina in Puglia, con un percorso artistico quasi ventennale. Avvicinatasi alla musica fin da bambina con lo studio del pianoforte, si diploma in canto nel 2005 e debutta tre anni dopo con l’EP È alba, inaugurando una ricerca sonora che fonde canzone d’autore, pop, jazz e arrangiamenti acustici.

Nel corso della sua carriera discografica ha pubblicato progetti come Incondizionatamente, Possibili percorsi, Il canto dell’ape, I giganti e la bambina – cover a richiesta e l’EP Al di là delle stelle. Una produzione scandita da brani cardine del suo repertorio: dalla title track a pezzi intensi come Eroe, A volte il caso, Amsterdam e Senza nota sul finale fino a Ballo ferma, inserito da All Music Italia tra le migliori canzoni del 2018.

All’attività in studio affianca una presenza costante dal vivo, condividendo il palco con artisti come Gino Paoli, Danilo Rea, Paola Turci, Mario Venuti e la PFM, oltre a collaborare con Mogol. Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti: da Sanremo Rock a Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, passando per Frequenze Mediterranee e Biella Festival. Con il disco Il canto dell’ape ottiene premi e menzioni all’InediTo, al Premio Pigro (Ivan Graziani) e al Premio Peppino Impastato, vincendo inoltre la prima edizione del Premio Pascoli grazie alla composizione originale su Patria.

Polistrumentista a pianoforte e chitarra, riconosce tra i propri riferimenti Pino Daniele, Jacob Collier, Joe Barbieri, Joni Mitchell, Billie Eilish, MARO e Fabio Concato. La sua scrittura scaturisce dall’osservazione del tempo, dei sentimenti e della memoria, trasformando in musica i dubbi interiori. Si rivolge a un pubblico sensibile, attento alla cura dei testi e orientato alla dimensione teatrale e raccolta.

Per la realizzazione dei suoi progetti si avvale di un team composto da Claudio Francesco Ongaro (management), Dalia Gravela (creative consultant), Annarita Mattei (imagine consultant), Alberto Mocellin (videomaker) e dal grafico Giuseppe Incampo, autore delle illustrazioni per copertina e booklet del nuovo lavoro. Con A mente scalza, Rita Zingariello consolida questo legame con chi ascolta, scegliendo contesti d’ascolto raccolti dove dare risalto a profondità, intimità e ricerca estetica.

Intervista a Rita Zangariello per Il Diurno

Ciao Rita il 9 ottobre uscirà il tuo nuovo album “A mente scalza”: cosa vuoi trasmettere con questo titolo?

“A mente scalza” per me è prima di tutto un invito a togliere ciò che utilizziamo per proteggerci, ma che qualche volta finisce per separarci da quello che sentiamo davvero. Le scarpe, in questo senso, sono una metafora: rappresentano le nostre difese, le parole già pronte, il bisogno di avere risposte e di controllare quello che ci accade.
Essere a mente scalza significa tornare a sentire il terreno, anche quando non è comodo. Significa accettare di stare dentro alle domande, alle fragilità, alle contraddizioni, senza avere necessariamente la pretesa di risolverle. È quello che ho cercato di fare in queste otto canzoni: guardare quello che ho vissuto con meno filtri e con maggiore disponibilità ad ascoltarmi”.

“Le balene di notte” apre l’album: a cosa è dovuta questa scelta?

“Perché è la canzone che introduce meglio il viaggio che volevo raccontare. Parla del tempo che passa, della memoria, di quello che non abbiamo potuto cambiare e del dubbio per ciò che forse avremmo potuto fare diversamente.
Le “balene” sono proprio i pensieri che ci attraversano: grandi, silenziosi, impossibili da trattenere. Mi sembrava naturale iniziare da lì, perché tutto il disco nasce anche dalla consapevolezza che non possiamo governare ogni cosa.
È una canzone che non dà una risposta, ma apre una domanda. E in fondo è proprio quello che fa “A mente scalza”: non vuole chiudere i conti con il passato, ma provare a guardarlo senza continuare a combatterlo”.

Tramite questo album vuoi invitare a evitare il rimpianto: come si può riuscire in quest’intento?

“Non credo che il rimpianto si possa semplicemente evitare. Fa parte della nostra esperienza e, quando guardiamo indietro, è inevitabile chiederci cosa sarebbe successo se avessimo fatto una scelta diversa.
Forse la possibilità è imparare a non restare prigionieri di quella domanda. Possiamo riconoscere quello che avremmo voluto fare diversamente senza trasformarlo in una condanna verso noi stessi.
In “Le balene di notte” mi confronto proprio con questo. Ci sono cose che non posso cambiare e altre sulle quali posso soltanto interrogarmi. A un certo punto bisogna accettare che il passato non è un luogo in cui possiamo tornare a correggere le cose. Possiamo però decidere come continuare a vivere dopo averlo guardato.
Per me lasciare andare non significa dimenticare. Significa smettere di chiedere a ciò che è stato di diventare qualcosa di diverso”.

Dei vari temi trattati, come il tempo, l’amore, il cambiamento: quanto c’è di personale, autobiografico?

“C’è moltissimo di personale. Non saprei scrivere diversamente. Anche quando parto da qualcosa che può sembrare universale, alla fine la canzone passa sempre attraverso la mia esperienza.
“Fidarsi”, per esempio, nasce da un momento molto preciso della mia vita, da quando la paura ha smesso di essere un rifugio e ho dovuto affidarmi a qualcosa di più grande di me. “Il giorno della festa” parla dell’amore e della scelta di restare anche dentro le fragilità. “Inciampa pure” è dedicata a mia nipote Mariagrazia e nasce dal desiderio di consegnarle alcune cose che ho imparato sulla mia pelle.
E poi c’è “Scivola”, che racconta un cambiamento che non ho scelto e la necessità di lasciare andare qualcosa che non potevo più riparare.
Quindi sì, questo è probabilmente il disco in cui mi sono concessa di essere più esposta. Non perché abbia voluto raccontare tutto di me, ma perché ho smesso di avere bisogno di nascondere le domande che mi abitano”.

Le otto tracce sono tutte legate tra loro: è un prosieguo dei tuoi lavori precedenti?

“Lo considero un prosieguo naturale del mio percorso, ma non necessariamente un seguito diretto dei dischi precedenti. È come se tutte le esperienze musicali e umane fatte negli anni mi avessero portata qui.
Dal mio esordio con “È alba” sono passati quasi vent’anni e nel frattempo sono cambiata io, è cambiato il mio modo di ascoltare la musica e anche quello di scrivere. Però è rimasta una cosa fondamentale: la necessità di trasformare quello che vivo in canzoni.
Rispetto al passato sento una maggiore essenzialità. Oggi ho meno bisogno di riempire gli spazi e più desiderio di lasciarli respirare. Anche per questo in “A mente scalza” convivono scrittura d’autore, acustica e sensibilità jazz: volevo che ogni elemento fosse al servizio delle storie, senza togliere loro intimità.
Le otto tracce sono diverse, ma si parlano. Insieme raccontano un percorso che attraversa il tempo, l’amore, la paura, la fiducia, le cadute e la capacità di ricominciare”.

Infine quali saranno i prossimi impegni?

“Adesso il mio desiderio è soprattutto portare “A mente scalza” fuori dallo studio e incontrare le persone attraverso la dimensione dal vivo. È lì che le canzoni cambiano nuovamente forma, perché entrano in relazione con chi le ascolta.
Mi piacerebbe costruire intorno al disco una dimensione raccolta, quasi teatrale, che permetta alle parole di avere il loro spazio e ai musicisti di respirare dentro le canzoni. Dopo tanto lavoro in studio, sento il bisogno di tornare a condividere questa musica dal vivo.
Il primo appuntamento importante sarà naturalmente l’uscita dell’album il 9 ottobre, preceduta dal singolo “Le balene di notte” dal 2 ottobre. Poi continuerò a lavorare per portare questo progetto in giro e, come sempre, lascerò che siano anche gli incontri e le esperienze a suggerirmi quale sarà il prossimo passo”.

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FONTE: Ufficio Stampa

Gaetano Perrotta

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