Intervista ad Andrea Colussi: “In cantiere un progetto social e la mia opera prima al cinema”
Andrea Colussi ha concesso un’intervista a Il Diurno, dove ha ripercorso la propria carriera ponendo l’accento sui tre cortometraggi da lui.
Andrea Colussi (1996) è un regista esordiente, nato e cresciuto a Milano, ma trasferitosi a Roma nel 2016. Formatosi al “Duse Studio” di Roma e attraverso diversi workshop di regia e sceneggiatura, scrive il suo primo progetto “JUST” per la casa di produzione “Uxor Film” nel 2019 e vede il suo debutto alla regia nel 2022 con il cortometraggio “Oltre le Pagine“, premiato in vari festival del settore. Seguono “FEA” (2023), cortometraggio vincitore della Miglior Regia all’Arcicorto Film Festival 2024, e “Reset” (2025), entrambi distribuiti dalla casa di distribuzione “Siberia Distribution” e insigniti di numerosi riconoscimenti nel circuito festivaliero.
Ciao Andrea, parlaci del corto selezionato recentemente al Quartieri Spagnoli Film Festival?
“Reset” è un cortometraggio nato dall’esigenza di raccontare ciò che per me conta davvero: la necessità di fermarsi, ascoltarsi e ricordarsi quali sono le cose che ci riempiono davvero la vita. Secondo me, spesso presi da ritmi frenetici e stressanti, ci perdiamo nel caos quotidiano e mettiamo in secondo piano proprio ciò che ci ricorda la bellezza della vita. Questo weekend il mio cortometraggio è stato ospite del “Quartieri Spagnoli Film Festival”, e per me è motivo di grande orgoglio e gratitudine. Sono molto contento di aver partecipato a una realtà così positiva e vitale”.
Questo è il terzo dei tuoi corti: come nascono le tue idee?
“Solitamente parto sempre da un bisogno personale, non importa che sia qualcosa di complesso e articolato oppure semplice e diretto: l’importante, nel mio caso, è sentire quell’esigenza che mi fa dire “voglio parlare di questo tema”. Per me è fondamentale creare qualcosa di sincero attraverso cui potermi esprimere”.
Ritieni che i tuoi tre cortometraggi siano in qualche modo legati tra loro?
“Sono storie diverse tra loro, ma allo stesso tempo unite dalla stessa visione. Che siano romantiche o drammatiche, cerco sempre di raccontarle in modo “delicato”, è proprio questa la caratteristica che ricerco sia in fase di scrittura sia nella messa in scena. Spero che questo aspetto arrivi a chi guarda i miei lavori”.
In questi anni ci sono colleghi con cui hai lavorato e con i quali senti di aver creato un certo sodalizio artistico?
“Ci sono tanti colleghi e colleghe con cui ho lavorato molto bene, soprattutto in questi progetti più piccoli scelgo con grande attenzione i professionisti con cui collaborare. Parlando di sodalizi artistici, sicuramente Nicolò Mililli è uno di questi: abbiamo lavorato insieme nel mio primo cortometraggio “Oltre le Pagine” e, successivamente, abbiamo collaborato molto anche dal punto di vista autorale. Proprio in questo periodo stiamo lavorando al mio primo lungometraggio, in cui Nicolò sarà co-protagonista oltre che co-sceneggiatore. Oltre a lui, mi è capitato di lavorare nuovamente con altri colleghi: ad esempio, in questo momento sto realizzando un progetto social, una serie di contenuti cinematici a tema “Miyazaki”, con Mery Perrotta e Dimitri Skofic, con cui avevo già lavorato nel mio secondo cortometraggio “FEA”. Insomma, ci sono diversi professionisti con cui continuo a collaborare e, oltre a quelli citati, ci sono altri professionisti con cui ho già lavorato e con cui mi piacerebbe tornare a collaborare”.
Stai lavorando a qualche nuovo progetto?
“Sì, in questo momento collaboro spesso con la casa di produzione “Impera Lux” a Roma su diversi progetti. Inoltre, sono in contatto con la casa di produzione “Toru Film” con sede a Milano, per lo sviluppo e la ricerca di fondi del mio primo lungometraggio dal titolo “Formiche”. È un progetto a cui tengo molto, che verrà girato a MIlano – la mia città natale – e che prevede anche l’inserimento di elementi di animazione”.
Quali sono i tuoi modelli di riferimento?
“Sono un grande fruitore di prodotti animati e, proprio parlando di animazione, devo citare Hayao Miyazaki. Oltre ad avermi colpito per il suo immaginario, è per me un grande riferimento anche nella messa in scena delicata (anche se animata nel suo caso) che cerco sempre nei miei progetti. Ritengo che le opere di Miyazaki abbiano una delicatezza, una poesia e una magia davvero uniche, ed è per questo che lo considero il mio principale riferimento artistico — quasi un paradosso, visto che il mio obiettivo è lavorare nella finzione live-action.
Al di fuori dell’animazione, non sento di avere un unico modello di riferimento, ma mi sento influenzato da molti registi e registe diversi tra loro quando guardo i loro film. Tra i tanti potrei citare, ad esempio, Alice Rohrwacher, Damien Chazelle, Federico Fellini, Denis Villeneuve e tanti altri ancora”.
Sembri essere un giovane pieno di voglia di fare: nei momenti di sconforto cos’è che ti fa scegliere di non mollare?
“Mi sono trasferito da Milano a Roma dieci anni fa per questo lavoro. Nei momenti di sconforto, che a seconda dei periodi possono essere più o meno frequenti, ripenso a tutto ciò che ho sacrificato per essere qui e al motivo per cui ha senso, per me, continuare in questa direzione. Sento anche di avere diversi strumenti a disposizione nei momenti di difficoltà. Il cinema, l’animazione e le serie tv, mi hanno aiutato molto nell’adolescenza e, così come allora, continuano ad essere strumenti di aiuto fondamentali anche oggi. Inoltre, sento di mettermi molta pressione: quando ho la sensazione di non fare abbastanza, cerco sempre di inventarmi nuovi progetti che possano ampliare il mio bagaglio artistico, che siano contenuti più piccoli, come quelli sui social, oppure cortometraggi o altro. Voglio essere sicuro di aver dato tutto e di aver fatto il possibile per trasformare questa mia passione nel mio lavoro”.
I link dei tre cortometraggi:
“Oltre le Pagine”: https://www.youtube.com/watch?v=XbwaNAO6r6Y&t=11s
“FEA”: https://www.youtube.com/watch?v=2GkedCroXvc&t=659s
“Reset”: https://www.youtube.com/watch?v=9CgzcP0Qz6c&t=9s
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