Intervista alla cantante D’Aria: “Nei miei brani c’è sempre qualcosa che mi appartiene, ma mi piace raccontare la realtà attraverso l’ironia”
La cantante D’Aria ci ha concesso un’intervista nella quale ha posto l’accento sui prossimi progetti, la passione per la musica, in particolare per il pop italo-napoletano. Ha proseguito svelando che i suoi brani derivano sempre dall’ironia.

Cosa significa per te cantare un pop italo-napoletano?
“Per me significa unire due aspetti importanti della mia identità: l’amore per il pop e il legame con le mie origini napoletane. Mi piace inserire nei miei brani parole, espressioni o ritornelli in napoletano, perché sento che fanno parte di me e danno alla mia musica un tocco personale. Inoltre, considero il pop un genere in continua evoluzione, capace di sperimentare e rinnovarsi, e mi piace l’idea di contribuire a questa evoluzione attraverso uno stile che unisce sonorità moderne e tradizione”.

Da dove nasce la tua passione per la musica?
“La mia passione per la musica nasce fin da quando ero piccola. Ho sempre amato cantare, perché è qualcosa che mi fa stare bene, mi fa sentire libera e mi permette di esprimermi. Per tanto tempo è stata una passione vissuta soprattutto nella mia dimensione personale, mentre solo di recente ho iniziato a condividerla con il pubblico, grazie all’uscita dei miei primi due singoli e alle prime esperienze dal vivo. È stato un passo importante, perché mi ha permesso di trasformare qualcosa che ho sempre amato in un progetto concreto da portare avanti”.
I tuoi brani più recenti sono “Occhio Malocchio” e “Trent’anni”: quanto c’è di autobiografico?
“Nei miei brani c’è sempre qualcosa che mi appartiene, ma mi piace raccontare la realtà attraverso l’ironia. Parto spesso da tematiche attuali, situazioni quotidiane o aspetti della società in cui tutti possiamo riconoscerci, cercando di affrontarli con leggerezza e un pizzico di provocazione. “Trent’anni”, per esempio, nasce proprio dal fatto che quest’anno ho compiuto trent’anni: ho voluto ironizzare su questa tappa della vita e sulle aspettative che la società ci impone quando raggiungiamo una certa età. Con “Occhio Malocchio”, invece, ho giocato sul tema della fortuna, della superstizione e della tendenza a ricorrere a rituali per attirare la buona sorte o allontanare quella cattiva. In entrambi i casi c’è un po’ di me, ma sempre filtrato attraverso la mia chiave ironica”.
Quali saranno i tuoi prossimi impegni?
“Nei prossimi mesi sarò impegnata in alcune serate con cena spettacolo, occasioni importanti per esibirmi dal vivo e incontrare il pubblico. Allo stesso tempo, sto lavorando a nuovi brani che ho già pronti e che non vedo l’ora di far ascoltare. Anzi, a novembre è prevista l’uscita del mio prossimo singolo, quindi ci saranno presto nuove sorprese”.
Infine, qual è il tuo sogno nel cassetto?
“Il mio sogno è quello di crescere sempre di più, farmi conoscere attraverso la mia musica e riuscire, un giorno, a trasformare questa grande passione in un vero e proprio lavoro. So che è un percorso che richiede impegno, costanza e tanta determinazione, ma sono pronta a mettermi in gioco e a dare il massimo”.



