Elena Romano presenta il nuovo singolo “Bad for fun”: «È stata una conseguenza del posto in cui mi trovavo. Sto preparando il mio primo album»
Dal 23 ottobre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “BAD FOR FUN” (PLUMA dischi/IRMA Records), il nuovo singolo di Elena Romano.
“BAD FOR FUN” è un brano che trae ispirazione da un viaggio in treno da Berlino a Colonia, città in cui la cantautrice viveva in quel periodo: settimane intense, scandite da nuove lingue, incontri inaspettati e una versione di sé in continua evoluzione lontano da casa. Tra quei volti, una connessione particolare lascia il segno, innescando una riflessione profonda su cosa significhi desiderare qualcuno senza tuttavia riuscire a concedersi di restare.
Nasce così una canzone sull’ambivalenza emotiva: il magnetismo verso ciò che si brama e, parallelamente, l’istinto di fuggire prima che tutto diventi troppo reale. Elena Romano dà voce alla vertigine e alla vulnerabilità di chi è attratta da ciò che intimamente la spaventa, rimanendo in bilico tra il bisogno di aprirsi e l’urgenza di proteggersi, tra la tentazione di restare e l’impulso di sparire.
Scritto e interpretato in inglese, il singolo fonde una scrittura viscerale e diretta a un immaginario fortemente evocativo, dove il corpo si fa linguaggio e la distanza diventa, paradossalmente, l’unica forma di contatto sostenibile. Dal punto di vista sonoro, “BAD FOR FUN” naviga con eleganza tra pop ed elettronica contemporanea, impreziosito dalle influenze classiche innestate dal fratello Lorenzo Romano, che ne cura anche la produzione musicale: una sintesi raffinata e coerente con il background artistico di Elena, a cavallo tra radici jazz e cantautorato pop internazionale.
Spiega l’artista a proposito del brano: “BAD FOR FUN nasce dal bisogno di attraversare visceralmente ciò che mi circonda, senza mai appartenervi fino in fondo. Questa incompletezza mi ha dispersa in frammenti, sparsi in incontri con luoghi e persone. Nella fuga stessa mi ritrovo incatenata a ciò da cui scappo, un luogo, un corpo, un nome. Fuggo per legarmi: è lì che si consuma il mio attaccamento più vero, ed è proprio nella fuga che mi innalzo alla conoscenza. BAD FOR FUN è quella scomodità: desiderare e fuggire nello stesso respiro, essere carne aperta e corazza insieme. Un equilibrio impossibile, rimasto incastrato nel petto, che questa canzone finalmente restituisce.”
Le risposte dell’artista
l. Il 23 ottobre è uscito il tuo singolo, “Bad for fun”: da dove nasce la tua idea di cantare in inglese?
“In modo molto banale, è stata una conseguenza del posto in cui mi trovavo. Vivendo fuori dall’Italia mi capitava di esprimermi quasi sempre così durante le mie giornate. Quando è arrivato il momento di comporre la canzone, i pensieri si sono strutturati da soli in quella lingua, senza che ci fosse dietro una strategia o una decisione programmata”.
2. Il brano è autobiografico: quanto sei rimasta influenzata dal tuo viaggio tra Berlino e Colonia?
“Quello spostamento specifico è stato più che altro lo sfondo ideale per raccontare un momento di transizione. La vera spinta è arrivata con il trasferimento a Colonia. Trovarsi all’improvviso senza i punti di riferimento di sempre, catapultati dentro dinamiche nuove, tra lingue diverse e abitudini inedite, mi ha scosso parecchio. A fare la differenza, in particolare, è stato l’incontro con una persona”.
3. La musica techno ha avuto molta influenza su di te?
“Direi che l’impatto principale è arrivato dai suoni sintetici e dall’elettronica nordica in generale, che in quelle zone si respira ovunque, anche se l’apporto elettronico nei miei pezzi lo dà più mio fratello Lorenzo. Più che la cassa dritta, mi affascinava l’idea di creare atmosfere unendo elementi molto distanti tra loro, trovando una sintesi e un contrasto tra l’antico e il moderno”.
4. Cosa vuoi trasmettere agli ascoltatori tramite Bad for fun?
“L’esperienza mi ha insegnato a stare bene negli spazi aperti, senza l’obbligo di darmi un’etichetta fissa, ed è qualcosa che cerco costantemente. Il brano mette in musica proprio questa oscillazione: la necessità di proteggere i propri spazi e la propria autonomia, scontrandosi però con il timore di aprirsi del tutto e farsi leggere dentro. Alla fine, rimane quel legame inevitabile con il ricordo e la nostalgia di ciò che è stato”.
5. Infine stai già pensando alla scrittura di nuovi brani?
“Sì, la testa è focalizzata interamente sulla preparazione del mio primo album. Rispetto alle canzoni precedenti, in questa nuova fase sta uscendo una sfumatura più morbida e pacata, anche se quel filo conduttore un po’ nostalgico rimarrà comunque la base di tutto il progetto”.





