Interviste

Intervista a Domenico Pinelli: torna a teatro, da “Ditegli sempre di sì” a “Uno, nessuno e centomila”

Domenico Pinelli è un artista poliedrico: attore e regista che va sempre alla ricerca di testi impegnativi mettendosi a confronto con le opere di Eduardo De Filippo e prossimamente con “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello. La passione per il più grande drammaturgo gli è stata trasmessa dal padre Franco Pinelli, attore di rilievo che ha lavorato con i più grandi attori e registi (Salemme, Servillo). Il teatro ha bisogno di registi e attori giovani come Domenico Pinelli con la voglia di “rischiare”, sperimentare in maniera erudita opere complesse.

L’attore ci ha concesso un’intervista nella quale ha raccontato i suoi prossimi impegni a teatro e le riprese nel mese di novembre di un film a cui prenderà parte.

Le domande all’attore e regista Domenico Pinelli

Ciao Domenico quest’anno porterai in scena a teatro nella doppia veste di attore e regista “Uno, nessuno e centomila”: che responsabilità si prova nell’adattare un testo di Luigi Pirandello?

“È sicuramente una responsabilità enorme – forse fuori portata – e siamo qui a parlarne solo perché me ne sono reso conto troppo tardi! Se un anno fa mi fosse balenata l’idea di adattare per il palcoscenico un romanzo di Pirandello, l’avrei scartata dopo 2 o 3 minuti. Invece quando a 17 anni lessi “Uno, nessuno e centomila”, subito cominciai a scrivere un soggetto e adattare alcuni dialoghi. Il divertimento stava nell’immaginare come Vitangelo, il protagonista, avesse reagito realmente a tutti quegli “incidenti” (dal naso in poi) che nel romanzo sono raccontati con grande teatralità, ma da un narratore onnisciente che ha già conoscenza e una visione lucida dei fatti che narra. In questo adattamento, invece, Vitangelo scoprirá la sua storia insieme agli spettatori. Sono contento di essermi immaginato questo spettacolo tanto tempo fa, di averlo ripreso negli anni, e soprattutto sono felice di aver avuto l’opportunità di portarlo alla luce adesso. Speriamo bene“.

C’era una grande stima tra Pirandello ed Eduardo De Filippo: cosa cerchi sempre di portare nelle tue commedie?

“Pirandello fu senza dubbio maestro di Eduardo. Ancor più precisamente, Eduardo scelse Pirandello. Già dalla prima commedia scritta per Vincenzo Scarpetta “Uomo e galantuomo” (ai tempi “Ho fatto il guaio? riparerò!”) è evidente la contaminazione Pirandelliana nella farsa pura. Guarda caso è proprio la pazzia ad essere rielaborata come espediente non esclusivamente comico, ma anche come strumento di difesa (meccanismo ripreso e approfondito, poi, in “Ditegli sempre di sì”). Questo è il filo rosso che provo ad intercettare. Per me è molto importante continuare a dialogare con uomini che hanno contribuito non solo a creare una tradizione artistica di valore immenso, ma anche proprio a decodificare l’essere umano. È necessario continuare ad interrogarli per comprendere sempre di più noi stessi”.

Il tuo legame con le opere di De Filippo: l’anno scorso hai portato in scena “Ditegli sempre di sì”. Da dove nasce questa tua passione per Eduardo De Filippo?

“Eduardo De Filippo l’ho conosciuto prestissimo grazie a mio padre che, ancor prima che conoscessi Biancaneve, mi ha presentato Filumena Marturano. Avrò avuto 7 anni. È stato un colpo di fulmine e da allora ho sempre sognato di portare un “Eduardo” in scena. È inutile dire cosa per me abbia significato poter dirigere e recitare in “Ditegli sempre di sì”, una delle sue commedie più note e divertenti. Il debutto alla Pergola di Firenze il 31 Ottobre 2024, in occasione del quarantesimo anno dalla scomparsa di Eduardo, ha sublimato un sogno avverato”.

Hai interpretato il personaggio di Peppino De Filippo magistralmente nel 2021, nel film “I fratelli De Filippo”: ti piacerebbe interpretare Eduardo De Filippo? E com’è stato lavorare con Sergio Rubini?

“Intanto grazie per il magistrale! L’ho detto più volte che all’inizio avrei voluto interpretare Eduardo. Non perché Peppino non mi piacesse naturalmente, ma perché, come dicevo, Eduardo è stato il primo faro. Mi sono bastati due giorni di set per capire che invece era Peppino il ruolo giusto per me, e me lo sono goduto a pieno. Sergio è un attore incredibile e penso sia questo il suo segreto. Sa parlare agli attori e riesce a prenderti per mano e a portarti dove vuole che pare sia il posto giusto dove andare”.

C’è un ruolo da te non ancora interpretato che vorresti prima o poi ricoprire al cinema, in tv, o in teatro?

“Non ci penso mai. Sarebbe bello dover affrontare un ruolo molto distante da me… Anche per capire se ne sono in grado“.

Infine stai lavorando ad altri progetti?

“Sono in preparazione per la prossima tournée che sarà impegnativa: partiremo a Gennaio con un altro giro di “Ditegli sempre di sì” per poi attaccare col debutto di “Uno, nessuno e centomila” che porteremo da Marzo a Maggio 2027. Bisogna arrivare preparati. Questo Novembre sarò sul set di un film che mi piace molto, non sarò protagonista, ma l’idea di interpretare il personaggio che mi è stato dato mi diverte moltissimo”. 

Gaetano Perrotta

Gaetano Perrotta

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